Milionari a basso costo

Milionari a basso costo: gli acquisti low-cost che hanno fatto le fortune delle squadre di serie A.
Abbiamo parlato nel precedente articolo di come i giocatori siano una fonte preziosa di guadagni per il loro club, non solo per la loro abilità tecnica sul campo, ma anche (e soprattutto) per la loro capacità di essere decisivi in area sponsor.
Ebbene, non bisogna chiamarsi per forza Cristiano Ronaldo o Messi ed il proprio cartellino non deve costare decine di milioni per diventare un grande affare dal grande ritorno mediatico.
Alcuni nomi?
Ghoulam, Vargas, Klose, Toni: i primi due giovani scommesse, gli altri due antiche garanzie. Per non parlare della fortunata tecnica della Juventus che, fra Pogba e Coman, sta crescendo la sua generazione di “calamite per sponsor” con giocatori inizialmente sconosciuti dal grande pubblico.
Il Napoli, ad esempio, è una squadra che negli ultimi anni ha scoperto le potenzialità del marketing “a basso costo”, rappresentato dalle giovani promesse straniere con grande seguito in patria.
La prima nera parentesi fu Hoffer, amatissimo e considerato come un fuoriclasse in Austria, si rivelò un flop epico. Fu messo fuori rosa da Mazzarri dopo pochi mesi “perché incapace di comprendere l’Italiano”.
Uscì poco dopo dalla nazionale maggiore e fuggirono tutti gli sponsor che iniziavano a corteggiare il giovanissimo attaccante, oggi finito in Germania a fare la comparsa in squadre di bassa lega.
Vargas non fu da meno: in sud America era il giocatore più amato dopo Messi, in Cile se la contendeva con il fenomeno Sanchez ed il suo volto era su ogni pubblicità, cartellone e spot televisivo. Il Napoli lo pagò 16 milioni e gli garantì un ingaggio molto pesante, convinto di poter sfruttare il ritorno economico di un calciatore tanto amato. Anche in questo caso Mazzarri ci mise lo zampino: gettato nella mischia in partite compromesse o in folli turnover, il giocatore bruciò in pochi mesi il proprio talento, l’amore dei tifosi e l’investimento del Napoli, che ancora oggi non riesce a cedere un giocatore legato da un ingaggio onerosissimo. Eppure, come visto anche ai mondiali, Vargas in nazionale rinasce e caccia anche colpi da fenomeno. Mistero. Ghoulam, invece, è la scommessa vinta: pagato pochissimo vincendo la concorrenza di terzini molto più conosciuti (e costosi) come Criscito ed Antonelli, è arrivato nel totale disappunto dei tifosi, che lo avevano subito additato come “il nuovo Vargas”. Grazie ad ottime prestazioni e ad un pubblico algerino letteralmente in visibilio per uno dei suoi idoli, Ghoulam è riuscito in meno di un anno ad arricchire gli sponsor, le casse della squadra ed il gradimento dei napoletani. E Gabbiadini sembra proprio essere la scommessa giusta per aggredire una fetta di mercato italiano, fino ad ora trascurato dal Napoli internazionale di Benitez. Se quindi puntare su giovani promesse non è sempre una scommessa vincente, gli “anziani” possono invece dare ancora grandi soddisfazioni.
Gli anziani
Klose è l’esempio più lampante: arrivato alla Lazio come “scarto del Bayern”, ha vinto e convinto con i biancocelesti, con la Germania e con i tifosi di tutto il mondo.
A detta dell’autorevolissima Bild, infatti, Klose è il calciatore tedesco più amato in Europa, ergendosi ad esempio di correttezza, gioco pulito, serietà e forza. Stile tedesco, insomma. Uomo-copertina della Lazio e della Adidas, ha quindi fatto le fortune della squadra romana e della Germania, nonostante la presenza di giganti del marketing come Neuer, Schweinsteiger ed il capitano Lahm. Per Luca Toni il discorso è molto simile, ma più in piccolo: eroe del magico mondiale 2006, è il classico campione sulla via del tramonto che, dopo aver girato le panchine delle maggiori squadre italiane, si è accasato a Verona prima del ritiro, trovando una piccola squadra in cui riesce ancora a far la differenza e, soprattutto, in cui può giocare il ruolo di one man show come ai tempi d’oro della Fiorentina. Tutto per la gioia di chi vende le magliette.
Federico Norberto Quagliuolo

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