La differenza è nei dettagli

Non è mai una partita scontata quando si affrontano Manchester United e Liverpool ed anche quella di oggi pomeriggio ha mantenuto le promesse. Finita tre a zero a favore dei padroni di casa, la gara ha fornito diversi punti meritevoli di approfondimento che si possono racchiudere in un solo interrogativo: se il migliore della squadra che vince con un risultato così netto è il portiere come va valutato l’intero andamento del match?
Man Utd
Il 3-5-2 scelto da Van Gaal è apparso tanto performante in fase offensiva quanto rivedibile in quella difensiva. La difesa a tre ha visto Jones e Evans fare da scudieri a Carrick, posizionato nel cuore della difesa. Essendo un centrocampista, l’inglese ha interpretato il ruolo come un libero vecchio stampo. Grazie all’esperienza maturata nel corso degli anni ha cercato di guidare i compagni più giovani mentre in fase di costruzione non è riuscito, fino in fondo, a sfruttare le sue geometrie.
In mediana la sorpresa è stata Rooney che da punta si è trasformato in playmaker a tutto campo. Il nazionale inglese ha quasi sempre avuto il pallone tra i piedi per far partire l’azione a favore degli esterni Valencia e Young e di Mata, deputato ad innescare Wilson e Van Persie.
Il migliore in campo però, è stato il portiere che nelle situazioni più difficili ha rimediato ad una fase difensiva della propria squadra, suscettibile di miglioramento soprattutto in merito alla velocità, apparso non un punto di forza del pacchetto arretrato. De Gea – ormai si può ritenere vinta la scommessa fatta da Sir Alex Ferguson che ha scelto lo spagnolo per il dopo Van der Sar – è stato a dir poco sontuoso, grazie a doti come attenzione, reattività e senso della posizione: sono stati almeno sette gli interventi con i quali ha messo in sicurezza porta e risultato.
Liverpool
Per quel che riguarda il Liverpool gli interrogativi sono tanti a cominciare dal sistema di gioco. A differenza dello scorso anno, quando il 4-3-3 di Rodgers ha fatto stropicciare gli occhi a tutta l’Inghilterra per intensità e bellezza, in questa stagione non sembra esserci una traccia ben definita. Sostituire Suarez con Balotelli, ad oggi, si è rivelato un azzardo, Sturridge è ancora ai box e la mediana sembra aver perso geometrie e sincronismi. Nella giornata di oggi per esempio, il manager nordirlandese ha optato per una difesa a tre, un centrocampo a cinque e Gerrard a supporto della punta Sterling, unico superstite del famigerato trio delle esse. Il ragazzo originario della Giamaica, in una posizione nuova, non ha demeritato anzi è stato uno dei pochi ad impensierire De Gea. Forse il vero limite di oggi è riconducibile alla posizione dei due esterni; Henderson sulla destra e Moreno su quella mancina, soprattutto nel primo tempo, sono stati in netta difficoltà. L’inglese è risultato un pesce fuor d’acqua visto che la sua zona di competenza è abitualmente quella centrale. Lo spagnolo invece è più abituato a giocare nei pressi della linea laterale ma forse da esterno basso, nella linea a quattro, si trova più a suo agio.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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