L’Augsburg studia da grande

E’ stato fin troppo mortificante il 4-0 con il quale il Bayern di Monaco ha battuto la sorpresa Augsburg. La squadra del promettente Markus Weinzierl ha retto il confronto con la squadra più forte del mondo per un’ora intera, prima di sgretolarsi al cospetto di Robben & compagni.
58 minuti
Nei primi cinquantotto minuti l’Augsburg ha tenuto testa al Bayern giocando a viso aperto e senza alcun timore reverenziale. Davanti ad una difesa a quattro nella quale è spiccato la personalità di Manninger – portiere d’esperienza che ha calcato anche i campi della nostra penisola oltre ad aver difeso con profitto i pali dell’Arsenal – il mister di casa ha optato per un centrocampo in linea. Coppia centrale, tutta muscoli e dinamismo, formata da Baier e Feulner mentre sulle corsie esterne hanno agito Bobadilla (out di destra) e Werner (sinistra). Quest’ultimo, in fase di possesso, ha spesso avanzato il suo raggio di azione di qualche metro al fine di supportare la coppia di attacco formata da Altintop e Djiurjic. Con questo sistema di gioco, l’Augsburg, nonostante non sia riuscito a rendersi pericolosa dalle parti di Neuer, ha imbrigliato l’avversario imprimendo al match un ritmo vertiginoso e, conseguentemente, difficile da mantenere fino al triplice fischio finale. Con le linee molto strette, ha soffocato il classico gioco ragionato del Bayern che ha risentito della mancanza delle geometrie di Alonso, costretto dagli avversari, a giocare in una zona di campo troppo arretrata per essere il solito fattore decisivo.
Dal 59′ alla fine
Dal 59′ tutto è cambiato però. In un minuto fortuna e splendore si sono intrecciate ed il Bayern, come per magia, ha superato l’avversario per raggiungere il traguardo di campione di inverno. In sessanta secondi Benatia prima (colpo di testa senza guardare su calcio piazzato) e Robben poi (tiro a rientrare che carambola sul palo prima di entrare) mettono fine ad un match difficile. Dopo la doppia batosta l’Augsburg si è, minuto dopo minuto, sgretolato prestando il fianco ad un avversario mai sazio di reti e vittorie.
Dopo la fine
Al triplice fischio finale il risultato è risultato esagerato ma quando si hanno in squadra tanti giocatori che possono, in qualunque momento, sfoggiare gesti tecnici superiori alla media tutto è possibile; allorquando puoi permetterti cambi come Gotze per Xavi Alonso e Muller per Robben, si percepisce la vera essenza delle parole quantità e qualità.
Per l’Augsburg, la sconfitta odierna, deve essere un punto di partenza: le basi per costruire qualche cosa di buono ci sono tutte e match come questi, seppur amari, aiutano a crescere.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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