Messi: il “bravo ragazzo” piu’ ricco del mondo

cri e leo
Messi è una azienda che riesce a dar da mangiare a migliaia di persone. No, non è una frase folle, ma un semplice calcolo effettuato da Forbes, la più autorevole rivista americana sull’economia. Oltre ad essere uno dei giocatori più bravi e più pagati al mondo, infatti, Messi è un simbolo, uno spot vivente, un vero e proprio prodotto commerciale che, in quanto tale, ha una fitta rete di rivenditori. Per tanti anni è stato commercialmente più “attraente” di Cristiano Ronaldo, il suo eterno rivale, che invece proprio quest’anno è riuscito a vincere il trono del calciatore più pagato al mondo, grazie anche ai numeri incredibili che sta mostrando al Real Madrid, oltre al Pallone d’oro ed alla Champions appena vinti: quest’anno sono stati registrati guadagni pari a 64 milioni di euro per Ronaldo contro “solo” 52 milioni per Messi. Il campione argentino, infatti, ha ripreso e potenziato la strategia di David Beckham, il suo “padre” commerciale nella corsa all’ultimo sponsor.
Analizziamo i guadagni
Magliette, spot televisivi, cappelli, zainetti, penne, cover per cellulari, menù al ristorante, bottiglie, cartelloni, spazzolini, shampoo, figurine, contratti telefonici; la lista di oggetti e pubblicità in cui appare il volto di Messi è quasi infinita. E più appare il volto di Messi, più Messi diventa famoso, più i clienti lo desiderano.
Senza contare poi i prodotti non ufficiali: si stima che gli oggetti con il nome “Lionel Messi” venduti senza licenza valgano complessivamente circa 40 milioni di euro l’anno: basta nominarlo e si vince sempre, che lo faccia il pub che offre il panino con il nome del calciatore o che lo faccia la grande industria di gadget falsi.
Il segreto del successo
Messi è tutto fuorché un bad boy come il suo predecessore, David Beckham. Niente tatuaggi, niente sguardi duri, niente pose bellicose e muscoli da culturista; niente one man show e vita fatta di eccessi, donne e follie, come invece faceva un tempo la superstar Maradona, sempre sotto i riflettori. Al contrario: volto da bravo ragazzo, frasi sempre moderate e cariche d’umiltà e buoni sentimenti, addirittura sposato felicemente con la sua fidanzata storica, conosciuta in Argentina quando aveva 5 anni. Messi sembra quasi un anti-eroe, è tutto fuorché un idolo, un sex symbol ribelle ed attraente.
Eppure piace, forse proprio perché rappresenta un mito “raggiungibile”, un volto amico, il ragazzo con cui si farebbe amicizia in una partita di calcetto che, come per magia, ha il talento del fuoriclasse. Messi ha combattuto una malattia che lo avrebbe paralizzato per sempre, non è bello come un Adone e, nonostante viva in un mondo d’oro, ha i suoi guai. Insomma: Messi piace perché è umano. Si tratta di un personaggio costruito ad arte dalla pubblicità o di una personalità pura e genuina? Ai lettori la sentenza.
Un prodotto da tutelare
maradona
Non è sempre oro ciò che luccica, ma, se ti chiami Messi, tutto diventa oro comunque. Uno degli episodi più controversi della sua carriera commerciale risale proprio all’ultimo mondiale: Messi vince a tavolino il premio di “miglior giocatore del Mondiale” senza essere capocannoniere, senza prestazioni indimenticabili e senza particolari meriti personali. Il j’accuse è pesantissimo ed è lanciato proprio da uno dei suoi più affezionati sostenitori, Maradona: “il premio di Messi è stato regalato dagli sponsor per ragioni commerciali”.
D’altronde, non ci sarebbe da meravigliarsi: di episodi discutibili e delle ingerenze degli sponsor nel mondo del calcio si potrebbe parlare a lungo: a partire dai vari trasferimenti di David Beckham, per arrivare alle numerose convocazioni di giocatori-immagine nelle rispettive nazionali. Così, in un mondiale che ha visto brillare le stelle di Robben, Lahm, Muller, Rodriguez e tanti altri, il prodotto più vendibile, più attraente e più remunerativo, rimane sempre Messi, come attestano anche i dati di vendita dei gadget, delle maglie e delle visualizzazioni del Barcellona e della nazionale Argentina. E, come ogni prodotto commerciale che si rispetti, Messi va preservato nel suo valore e nel suo palmarès.
Federico Norberto Quagliuolo

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