Ultima tappa: nella terra dei berberi

Nell’articolo precedente, dopo un volo attraverso l’America centrale accompagnati dal rincorrersi delle vette delle Ande, siamo giunti a Buenos Aires dove abbiamo conosciuto la realtà del San Lorenzo de Almagro. A soli quattro giorni dal fischio d’inizio del mondiale per club che si aprirà il 10 dicembre con la sfida tra l’Auckland City Fc e il Moghreb Tètouan, compriamo un biglietto aereo destinazione Africa, ultimo continente di questo nostro viaggio alla scoperta dei protagonisti sconosciuti che non si affronteranno nei duelli del mondiale per club 2014 in Marocco.
Nella città bianca
Facciamo tappa a Tétouan, capoluogo del Rif occidentale, regione del Marocco settentrionale. Queste terre sono abitate dai berberi, i popoli autoctoni del nord Africa, che tra le loro celebrità calcistiche possono vantare campioni del calibro di Zidane e Benzema. I contorni dei piccoli edifici dell’agglomerato urbanistico di Tétouan sembrano piuttosto incerti se guardati da lontano, poiché tutta la città sembra nascosta sotto un manto di vernice bianca con qualche macchia solitaria di rosso, giallo e verde: per la sua bellezza quasi trascendente, la medina di Tétouan è stata dichiarata patrimonio dall’Unesco. Proprio in questo mare di bianco, si erge nella sua timida struttura (15000 spettatori) lo stadio Semat Rmel, arena dell’Moghreb Tètouan, che quest’anno ha l’onore di partecipare al mondiale per club in qualità di rappresentante del Marocco, dopo aver vinto il campionato nazionale. Secondo un racconto locale, proprio il Semat Rmel, è lo stadio più vecchio d’Africa e Medio Oriente, con i suoi 100 anni festeggiati nel 2013.
Durante il protettorato spagnolo in Marocco, il Moghreb Tétouan ha militato tra le file delle competizioni nazionali iberiche, ottenendo nel 1950 la promozione alla Primera Division. La gioia durò solo un anno, in quanto un ultimo piazzamento nella manifestazione costò ai marocchini la retrocessione in seconda divisione. A seguito dell’indipendenza, la squadra originaria si scisse in due team: il primo sarebbe rimasto in Spagna, mentre il secondo avrebbe assunto come nome Moghreb Tétouan e sarebbe tornato a giocare a casa. Da quell’avvenimento in poi, i marocchini hanno vinto solo due campionati nazionali nella loro storia.
L’aigle noir
Il nostro viaggio in Africa non si conclude qui, perché ancora dobbiamo conoscere la vincitrice della CAF champions league, la squadra campione d’Africa, settima partecipante del torneo. Bisogna giusto sconfinare a est e giungere in Algeria, precisamente a Sétif, nella zona nord orientale, dove gioca l’Entente Sportive de Sétif, comunemente indicato come Es Sétif. L’aingle noir (l’aquila nera, così chiamata per via della stemma su cui vi è raffigurata un’aquila nera imperante con la testa cinta da una corona regale), venne fondato nel 1958 e in tempi brevi si affermò come una delle realtà più importanti del panorama calcistico algerino, vincendo ad oggi 6 campionati algerini, 8 coppe d’Algerie e 2 CAF champions league.
Il Sétif ha conquistato la coppa continentale ai danni del Vita Club, team della repubblica democratica del Congo; non c’è stato un vincitore nei due match della finale, entrambi finiti in pareggio: due pari il primo ed uno pari il secondo, ma per la regola del goal fuori casa, la coppa è stata alzata dagli algerini.
Prossima tappa?
Con la rassegna delle due squadre africane, si conclude il nostro viaggio. Nel girare il globo alla ricerca del calcio che meno conta, non sono mancate le sorprese, così come le meraviglie: abbiamo visto il calcio oceanico, impersonato dall’Auckland Fc e dai Western Sydney Wanderers, immergere le sue radici professionistiche proprio in questi ultimi anni. Siamo passati per la caotica e quanto mai umana Città del Messico, dove dal cemento è nato il Cruz Azul, e ci siamo stupiti nell’assistere ai grandi gesti atletici e tecnici dei suoi giocatori. Abbiamo fatto tappa a Buenos Aires dove il San Lorenzo de Almagro, raccontandoci la sua storia, ci ha ricordato la connessione calcio-povertà tipica dei paesi sudamericani. E infine l’Africa. Non ci siamo recati in Spagna perché tutto ciò che si può dire sul Real Madrid, strafavorita del torneo, è già stato scritto.
Il mondiale per club è una competizione che ha il suo grande fascino, perché in esso le varie facce del calcio nel mondo si incontrano e si confrontano, per quanto il finale sia abbastanza già scritto nella maggior parte delle edizioni. Prossima tappa? Marrakech, per assistere alla finale. Chissà se i bookmakers verranno smentiti. Per il momento, vi auguro un buon divertimento.
Matteo Fortuzzi

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Categorie:Storie

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