Gli sponsor nel calcio: la pioggia di milioni che fa vincere tutti

Lo stipendio è solo parte dei guadagni di un calciatore di fama mondiale. Parola di Forbes, la più autorevole rivista americana sull’economia. Basta parlare di Cristiano Ronaldo, le cui entrate sono stimate sugli 80 milioni di dollari lordi all’anno, di cui “solo” 17 milioni provengono dallo stipendio.
Se non vogliamo parlare di un più “timido” Ronaldo, Messi, il suo grande rivale, è una vera e propria macchina del marketing che crea denaro e profitti per tutti coloro che si legano alla sua immagine, ormai onnipresente: dalla busta di patatine alle scarpe. Ernesto Bruce, manager di Adidas USA, disse in tal proposito: “Messi è il volto dello sportivo che non puoi mettere in discussione: piace anche a chi non è appassionato di calcio e questa gente tiferà per lui (…e per gli sponsor, ndr) al mondiale, specialmente in tutte quelle nazioni che non saranno rappresentate”. Allo stesso tempo, le società calcistiche beneficiano a piene mani della pioggia di milioni che cade attorno agli uomini-copertina: comprare grandi calciatori non è importante solo per vincere in campo, ma anche per ottenere una serie di contratti collaterali, guadagni e visibilità.
Un esempio ?
Keisuke Honda con il Milan. Una operazione geniale per lo sportivo giapponese più pagato del mondo: McDonald’s, Coca-Cola, Mizuno ed almeno altri 20 sponsor internazionali vedono il volto di Honda: 10 milioni di dollari, spartiti al 50% fra Honda ed il Milan. Se la squadra di Berlusconi corrisponde un ingaggio di 2,5 milioni netti al giapponese e guadagna circa 5 milioni solo dagli sponsor (escludendo quindi le vendite di gadget, maglie e quant’altro), chi ci guadagna? Tutti. Lo stesso fece il Napoli con un meno appariscente Faouzi Ghoulam, in patria trattato come un eroe: qualcuno ha notato quanti algerini seguono il Napoli da gennaio? E quanti di questi stanno acquistando prodotti dallo shop degli azzurri? Senza dimenticare che, per una squadra in crescita, un bacino d’utenza maggiore porta anche maggiori introiti televisivi. Oppure vogliamo parlare di Balotelli al Liverpool, che fece vendere mediamente 700 maglie al giorno dopo la sua presentazione ? Prima di analizzare a fondo questo mondo fatto di contratti e cifre a nove zeri, andiamo a capire le basi: come funziona la sponsorizzazione?
Ce lo spiega l’agente FIFA Jean-Cristophe Cataliotti, esperto di diritto sportivo. “La sponsorizzazione è un contratto attraverso il quale lo sponsor si obbliga a corrispondere una cifra in denaro ad un calciatore, in cambio della sua immagine. In pratica, il calciatore “fitta” fisicamente la sua persona, obbligandosi a fare una serie di attività previste nel contratto, come la registrazione di spot televisivi, la partecipazione ad eventi pubblici, il vestire determinati capi d’abbigliamento o essere testimonial per prodotti commerciali. Sono contratti indipendenti dal rapporto che si ha con la società, a patto che non si abbiano diversi accordi con la stessa”.
La questione è assai estesa e va divisa in una serie di punti che affronteremo singolarmente: David Beckham è l’immagine di un nuovo mondo, Messi & co. visti come aziende, il ruolo dei procuratori, il rapporto tra società e uomini immagine, la capacità di Mourinho di essere sempre speciale e la storia di Moscardelli e della sua barba d’oro (quando l’aspetto supera la bravura).
Federico Norberto Quagliuolo

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