Incubo

Roma – Bayern Monaco 1-7. Le ragioni di una sconfitta di questa portata sono da ricercare nell’atteggiamento con il quale il Bayern – formazione abituata a giocare partite così importanti – ha affrontato il match dell’Olimpico. Personalità, consapevolezza nei propri mezzi ed un capolavoro tattico di Guardiola.
Undici in campo
Davanti ai tre difensori il metodista Xabi Alonso; qualche metro più in avanti, una batteria di cinque giocatori posizionati sulla tre-quarti alle spalle dell’unica punta Lewandowski. Bernat e Robben sugli esterni mentre Gotze, Lahm e Muller hanno avuto un doppio compito: in fase difensiva, chiudere ogni linea di passaggio ai centrocampisti di casa ed in quella propositiva, muoversi tra linee per cercare il tiro da fuori o l’uno-due con il centravanti polacco.
Esterni
Nel Barcellona di Guardiola, un ruolo fondamentale lo hanno avuto i due terzini che in fase di possesso palla hanno sempre giocato nella metà campo avversaria partendo molto larghi e lasciando i compiti difensivi ai due centrali coadiuvati da Sergio B. Questa sera l’evoluzione di tale impostazione è stata la difesa a tre e l’utilizzo di due esterni molto più avanzati. Sia Robben sia Bernat hanno costantemente giocato sulla linea laterale, orchestrando trame importanti grazie all’ausilio delle due mezze ali di riferimento (Lahm e Gotze).
Gervinho & Neuer
Senza dubbio l’uomo più pericoloso della Roma. Forse non è stato il solito incontenibile Gervinho ma almeno ha avuto il merito di farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Purtroppo però le sue conclusioni hanno trovato in Neuer un ostacolo insormontabile. Dopo il primo goal dei bavaresi, l’ivoriano ha avuto subito l’occasione per pareggiare, sfruttando un taglio micidiale con il quale ha messo fuori gioco i tre difensori. Purtroppo la sua conclusione è stata deviata in corner dal portiere campione del mondo che nel secondo tempo si è ripetuto altre due volte (prima di incassare l’unica rete romanista). Nel Bayern trovare un migliore è difficile se non impossibile ma la prodezza del numero uno, nell’economia della partita, ha avuto un enorme valore.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Analysis & Tactics

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