Si giocherà ?

Per il mito romano, la sua costa più a nord era una delle due colonne d’Ercole oltre le quali l’uomo ha cercato rotte per terre migliori, più ricche, prove sulla sfericità della terra o luoghi immaginifici come l’atlantide di Platone o la montagna del purgatorio dantesco. Spostando lo sguardo più a sud rispetto quella costa, l’occhio si perde tra le montagne innevate dell’Atlante, le moschee, i rami spinosi delle Arganiae e i primi lembi di sabbia del Sahara occidentale. Tutto questo è Marocco, cornice che ospiterà la tanto attesa e non priva di rischi coppa d’Africa nel 2015. Rischiosa perché uno dei tanti flagelli del continente, il virus ebola, è stato preso come seria minaccia dallo stesso regno del Marocco, che il 10 Ottobre ha esposto alla Caf (confederazione africana del calcio) una richiesta di rinvio della competizione la cui apertura è prevista per il 17 gennaio 2015. Come illustrato nell’articolo di apertura della rassegna sulla coppa d’Africa, pubblicato il 1 ottobre, gli assembramenti di tifosi rappresentano un possibile veicolo per la trasmissione del virus, soprattutto se i controlli e la prevenzione non saranno all’altezza rispetto alle esigenze del caso. Ma la Caf è stata chiara: si giocherà! A novembre una delegazione della federazione guidata dal presidente Issa Hayatou si recherà a Rabat per programmare le diverse misure di sicurezza dell’evento. E’ da sottolineare come la coppa d’Africa sin dal 1957 non abbia mai subito rinvii o modifiche al calendario. Per quanto le intenzioni siano di disputare il torneo, la situazione resta ancora incerta visto che non sono prevedibili i futuri sviluppi legati alla diffusione del virus. Sarà l’ebola la causa del primo rinvio storico della competizione?
Vincere nel proprio regno
L’obiettivo della rappresentativa marocchina è chiaro: alzare la coppa davanti al proprio popolo dopo ben 38 anni. Il Marocco s’impose sovrano d’Africa per l’ultima e unica volta nel 1976; la fase finale si disputò in Etiopia, ad Addis Abeba.
Oggi i leoni dell’Atlante, guidati dal coach Badou Ezzaki che scavalcò il Trap nella rincorsa alla panchina marocchina, per quanto siano ancora alla ricerca di un’identità che gli permetta di qualificarsi ai mondiali di Russia 2018, possono sicuramente contare su giocatori di indiscusso spessore: il difensore neo Bayern Mehdi Benatia, il talentuoso centrocampista del Torino Omar El Kaddouri e l’attaccante ex Arsenal Marouane Chamakh. Le avversarie non saranno da meno, ma visti anche i buoni risultati ottenuti dai marocchini nelle ultime amichevoli, la squadra sembra essere sulla strada giusta. Il sogno non è forse solo un sogno. Chi ce lo dirà? Sempre lui, il giudice della realtà: il rettangolo erboso.
Matteo Fortuzzi

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Categorie:Storie

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