Casa dolce casa

Domenica pomeriggio allo Stamford Bridge non si giocherà solo uno dei tanti derby londinesi. Chelsea contro Arsenal infatti simboleggia anche la contesa dialettica tra Mourinho e Wenger o il desiderio di rivincita dei gunners, la scorsa stagione usciti con le ossa rotte da Fulham Road. Chelsea contro Arsenal però è innanzitutto la “prima” volta di Cesc Fabregas contro il suo passato. Il catalano, entrato per la prima volta al Camp Nou a soli nove mesi, è sembrato fin da subito destinato, come tanti ragazzi di quella terra ricca di storia e campioni, a crescere nella Masia ma la vita, a volte imprevedibile, gli ha riservato altro: un volo destinazione Londra. Il professor Wenger, esperto di calcio e vero scopritore di talenti, ha visto in lui un prospetto di campione tanto da affidargli sia il ruolo di leader sia la fascia di capitano, lasciata dal partente Vieira. L’intuizione e la capacità di rischiare sono state premiate visto che Cesc, ad appena diciotto anni, è arrivato a disputare ben 60 partite ufficiali in prima squadra. Durante l’esperienza londinese, Fabregas ha dimostrato di possedere doti quali intelligenza tattica, tecnica di base superiore alla media e personalità fuori dal comune che, in termini numerici, si sono tradotte in 35 goal e 212 partite. L’attaccamento ai colori biancorossi non è mai stato in discussione ma la Catalogna rimane sempre la Catalogna ed il Giovane Capitano non lo ha mai nascosto. Seppur a malincuore e dopo una trattativa certamente non semplice, il sogno di Cesc si è avverato: ritornare a Barcellona per giocare davanti alla difesa con la camiseta nr. 4, proprio come il suo idolo Pep Guardiola faceva ai tempi del dream team di Johan Cruijff. Dopo novantasei partite e ventotto reti in maglia blaugrana però, il legame con la sua squadra del cuore si è interrotto per la seconda volta. In un centrocampo formato da Xavi, Iniesta e Sergio, anche per un talento cristallino come Fabregas, è stato difficile inserirsi in pianta stabile e visto anche il mancato supporto di una parte di tifosi, rea di averlo fischiato in diversi frangenti, ha deciso di tornare nel posto dove, a conti fatti, si è sempre sentito a casa.
Antonio Federico Miniaci

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Categorie:Storie

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